Vincenzo alchimista dentro | Ritratti di strada
In una calda mattinata d’estate lui si presenta, sempre lì sulla panchina, in quel giardino già di fronte alla stazione. Piomba letteralmente su quel poco di spazio franco al centro. Si era appena liberato, casualmente, magia di un invisibile, quasi a volergli fare posto fra di noi pur disgraziati. Ha gli occhi spiritati, è furioso, ringhia come un cane e sbuffa come un toro pronti all’attacco. Dice di non dormire da due giorni, dice di essere braccato, inseguito, condannato a morte, per aver parlato, per aver scritto, per aver pubblicato, ciò che andava taciuto, secondo loro. Lui è Vincenzo, è già uomo adulto, è spaventato. É convinto che gli abbiano assassinato la famiglia, madre, padre, sorella, cugini. É convinto che sia colpa sua per aver detto pubblicamente ciò che sentiva di dire. É distrutto, è spaventato, è incazzato, vuole vendicarsi. É pieno di dolore, è terribilmente solo, vuole solo piangere. Vuole tornare a casa, ci sta tentando da giorni. I tanti b...