L"incanto dell'imperfezione: tra abissi dell'anima e sentieri interiori
Se con perfezione intendiamo lo stato, la condizione, la qualità di ciò che è esente da difetti, impeccabile, moralmente irreprensibile, ne Le voci della perfezione di Rosi Lovisi non l’incontreremo. Ciò che invece si offre al nostro sguardo è una patria, un tempo, una fonte che crea legami e attaccamenti ingombri di significati a toccare l’universo al di là dei fatti, al di là della nostra singola esistenza, di significati a sfiorare finanche un oltre per noi denso e gravido di senso. E lo fa in una dimensione immaginativa e simbolica, lungo la via del sogno, del mistero, della magia. Attraverso la vastità di una tale landa fiorente la Lovisi sembra avanzare con la stessa maestria delle figure alchemiche e arcane che accompagnano e ispirano i destini di Mena e Adriano, smarriti in una lunga separazione solo in apparenza. Le voci che si levano, dell’uno e dell’altra, mondate dal rigore di una ragione appiattita sull’illusione di ciò che è vero o falso, giusto o ingiusto, bene o male...