L’eco di un’infanzia mai sopita: tra rivalsa personale e ferite dell’anima
Come un filo che si scioglie da una matassa, così i fili di una vita di Michele Montuori, avvocato penalista in Cassazione, si intrecciano e si sciolgono nel racconto intimo, spigoloso, schietto, seppur non esente da uno sguardo di malinconica eroizzazione, di Maria Laura Inserra. Originario del Cilento e nato in un contesto rurale della periferia di Policastro, non lontana dal punto in cui il Bussento esaurisce il suo viaggio e muore riversando le sue acque nel Tirreno, Michele Montuori serba l’impronta di un’infanzia segnata dall’assenza di calore affettivo, di ascolto e di quei gesti d’amore essenziali per la crescita di ogni bambino. Da questa carenza nasce una rivalsa personale, il fisso intento di dimostrare il proprio valore a chi non ha creduto in lui. Con enormi sacrifici e una tenacia incrollabile, nelle viscere solitaria e dolorosa resistenza, Montuori riesce a costruire un solido percorso imprenditoriale e a coronare in età adulta il sogno della laurea in giurisprudenz...