Putin e le maglie di un umano arbitrio

L’innocenza del singolo è un anacronismo medioevale, è alchimia pura. Tolstoj sosteneva che a questo mondo nessuno è colpevole. Noi čekisti, invece abbiamo avanzato una tesi superiore: a questo mondo nessuno è innocente, nessuno è esente da giudizio. Dicesi colpevole colui per il quale è stato spiccato un mandato d’arresto; chiunque, in pratica. Ogni uomo ha diritto di averne uno. Persino chi li ha scritti tutta la vita a carico di altri. 

[VASILIJ GROSSMAN] 

 

Mi colpiscono sempre e di nuovo - come se a incontrarle fossi la prima volta - le analogie che a scrivere è la vita. Mi affascinano e m’inquietano allo stesso modo. Ne sono attratta e incantata, eppure turbata, quando il timore nutrono che a cambiare non sarà mai nulla. Il tempo astratto e frazionabile, un’entità lineare e misurabile, a noi tanto cara si dissolve in un battito di ciglia e in esso si affaccia il palpito di un eterno… il passato è oggi, il presente è ieri, il domani si vedrà.  

 

La buonanima di Tolstoj inascoltata, è la voce del čekista e la sua tesi superiore a riecheggiare in ogni angolo del mondo… dicesi colpevole colui che resta impigliato nelle maglie di un umano arbitrio come un animale marino in una rete fantasma; chiunque, in pratica. Ebbro di rabbia e in preda a una sadica frenesia quest’ultimo glorifica la violenza dell’uomo sull’altro suo eguale, alla quale non servono manifestamente siluri, razzi e missili - le sono sufficienti subdolamente  

parole, ideologie e finzioni 

colori, bandiere e dei  

generi, tatuaggi, trame su un quaderno. 

Presunzioni d’innocenza - almeno Tolstoj, che Iddio lo abbia in gloria, ci ha provato, e la voglia oltre il dovere di cercare la prova, l’elemento di realtà a sostegno di un’accusa, di osservare il quadro nell’insieme oltre il dettaglio fuori contesto in un bagno di fissazione paranoica sono tanto arcate cieche e arabeschi a decorare le sordi stanze di ogni foro quanto orpelli pleonastici a fregiare la retorica d’un cristiano. 

 

E così a Putin oggi non interessano - in quel processo di contrazione della libertà umana attraverso il quale negare la libera soggettività dell’altro e, di conseguenza, avviare la sua cosificazione pratica - la natura, la storia, le ragioni ed emozioni, i sentimenti di un popolo ucraino quando lo accusa arbitrariamente e senza sosta di velleità storiche, di brame naziste, di genocidio e di sudditanze euroatlantiche, servendosi di esso nel suo delirio esclusivamente come mezzo per raggiungere i suoi scopi, sotterranei, non dichiarati e insopportabili. Come non interessavano ieri a un maledetto arbitrio la natura, le storie, le ragioni ed emozioni, i sentimenti di ogni altro, umano eguale, nella storia che mi narrarono in una notte fra le tante inquiete… 

Una volta, a lezione, d’improvviso si spalancò la porta dell’aula, entrarono agitatissimi il direttore, il suo vice e il responsabile della cellula del partito, e ordinarono: “Quaderni sui banchi!” 

Sulle copertine dei quaderni era stampato per bellezza un mazzo di fiori. Tutti i quaderni con quei fiori furono immediatamente ritirati e portati nel locale caldaie, dove vennero bruciati nel focolare. Il telefono della scuola impazziva per le chiamate dal provveditorato: tutti i quaderni erano stati sequestrati? Risultò che tra i fiori era stata scoperta una corona zarista mimetizzata. Come nelle vignette enigmistiche “Trova l’intruso”, c’erano foglioline, pennellate, viticci, ma se lo si capovolgeva e si tracciavano certe linee con la matita, in quel mazzolino kitsch, volendo, si poteva individuare una corona. O forse anche un cavallino…  

E si diceva che per quel maledetto quaderno molte persone erano state arrestate, ed erano scomparse chissà dove. [ANATOLIJ KUZNECOV] 

 

Mi sento raggelare dentro per la disperazione. Quante volte ancora dobbiamo morire prima di risorgere ad altra vita? 

 

Sabina Greco


MARIA PRYMACHENKO | MIRACOLO ARTISTICO DELL'UCRAINA