Quell'abbraccio compromettente | Del resto sono solo una puttana

Mia amata Dafne.


Mi dicono 

non farti coinvolgere. 

Mi dicono 

fatti scivolare addosso ogni accusa, ogni verbo improprio, ogni ombra di barbarie. 

Mi dicono 

non ascoltare, lascia fare, del resto non sa quel che fa, 

come se esistesse davvero quell’anima complicata che porta ad agire senza sapere bene neppure il perché. Non giustifico più nessuno per il suo agire crudele, nemmeno quando crede di cercare un bene operando il male. 


Ciò non toglie, mia carità, che non è mia l’attitudine a 

non farmi coinvolgere

Già da bambina mi toccava la durezza, l’inclemenza, la brutalità di chi s’incarica di amarti, di chi si conforta di volerti bene. Non ho voglia di condannare, di giudici è già pieno il mondo. Ho voglia di comprendere, di afferrare, di conoscere  - pure ciò che all’apparenza è aberrante. E per farlo, non ho scelta, devo accogliere anche ciò che fa più male, senza l’onere di scusarlo. 


D’altra parte, mio arcano, una scelta qui mi è data: è lo sguardo a determinare la prospettiva, che sia di danno o responsabilità, nell’abbraccio compromettente. È ora mia l’attitudine a rispondere

Non la sfacciataggine della battuta pronta, ma la capacità di rispondere reagendo alla situazione della vita in cui mi trovo; una scelta di vita, una presa di consapevolezza di ogni situazione particolare cui segue immediata e irriflessa, limpida, sicura e adamantina una risposta d’azione accorta…

sono a ricordarmi i ragazzi di quell’una parola al giorno.  


Non m’illudo, mia eterna, che una terra di fuori qui supposta mi autorizzi alla distanza, che mi offra l’impassibilità. Come non mi cullo nella certezza che una presunta barriera mi garantisca l’inviolabilità. È tutto dentro - e forse è questo il motivo per cui non riusciamo a fuggirli, i demoni di una propria casa. Anzi, non affrontarli è a incalzare solo l’incubo e a ingrassare l’inganno di essere in questo mondo guarentigia di libertà e uguaglianza. 


E così che mi resta, mia amata? Onoro la mia natura anche quando mi impone il fango, la polvere e con essi il sangue. Mi abbandono a lei, cedo e non resisto, mi affido completamente, anche quando mi induce ad abbracciare qui la bestia. 

Del resto, e perché altro, sono solo una puttana.


Metilde S