Quel piccolo suggello di buon auspicio | Del resto sono solo una puttana

Mia amata Dafne.


Benedetti siano gli istanti, i millimetri, e le ombre delle piccole cose, ancora più umili delle cose stesse! Gli istanti, i millimetri: quale impressione di meraviglia e di coraggio mi provoca la loro esistenza, gli uni accanto agli altri. Così ravvicinati in un metro. A volte soffro e godo per queste cose. E ne sono goffamente orgoglioso.


Riecheggiano nella mente le parole di Pessoa, poeta inquieto, in questi giorni per me di lutto. No, mia tenera spalla, non mi è morto un caro. Sono pezzi di me dentro che lentamente si stanno congedando. Non fanno rumore, si spengono nella notte, come le stelle, quelle piccole, progressivamente, senza il botto alla fine, dopo essere esistiti per centinaia di miliardi di istanti. Chi è a offrire loro una carezza, un sorriso, un addio in questa ora?


Una buonanotte è quello che mi manca, mia sostanza. Il Sonno e la Morte, due apparenze intimamente unite, entrambi figli della Notte e delle Tenebre degli Inferi, stati speculari che trapassano l’uno nell’altra: il Sonno dimora nell’antro che si affaccia sull’Ade a pochi passi dal fiume Lethe, in cui scorrono eterne le acque dell’oblio, la Morte abita il suo interno, cupo e tenebroso. 

Buonanotte!

Quel piccolo suggello di buon auspicio, di tenero saluto, di ignoto addio, ogni notte, sulla soglia dell’oblio. Chi lo sa a chi di noi è qui fatale un’ora giunta di guadare il fiume sacro. 

Ma a lui non interessa, mia ingrata fatalità.

Non ci pensa, non lo tocca, non gli preme nemmanco di restituire un omaggio pur sapendo - quante volte ho tentato. 


Stessa sorte il buongiorno, di riflesso.

Al risveglio un indomani, fatta salva la traversata, già lieto è il canto di quel primo vagito di un giorno neonato. 

Giorno sì, buono non lo so!

… è la sola grazia che incasso quando mi va bene. 

Non è così per ogni altro, per la strada e sconosciuto a incontrare. Quell’augurio elargito, festoso e tonante, dalla finestra pure dispensato, a tutti è riservato. Mia amata, quanto piccolo è uno sforzo per inaugurare la resurrezione!


A volte soffro e godo per queste cose. E ne sono goffamente orgogliosa, 

sospira all’anima il vento, Pessoa sostenendo. Delicati fruscii della seta sulla pella, son desta. 

Del resto, o morte tarda, sono solo una puttana.


Metilde S